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AGGIORNATO IL 24 MARZO 2016

TESTO

ZECCA

CATALOGAZIONE MONETE

MASSARI ALL'ARGENTO

COMPLETO

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FRANCESCO CONTARINI

DOGE 95° (1623-1624)

COLLEZIONE - R.M.BORDIN -
COLLEZIONE - R.M.BORDIN -

  

 

di Rolando Mirko Bordin 

 

 

Francesco Contarini nacque a Venezia il 7 ottobre 1554, primogenito di Bertucci Francesco e di Lucia Dolfin appartenente alla famiglia soprannominata della “porta di ferro”, avente questa un patrimonio che, stando alla redecima del 1582, comportava una rendita annua di Ducati 1142.

Francesco Contarini secondogenito di sette fratelli (tre ricopriranno le Cariche dello Stato), Giovanni (1558-1620) che sarà Capo dei Dieci, Dolfin (1559-1587), e Nicolò (1563-1648), che sarà anch’egli Capo dei Dieci .

Non si deve confondere Francesco Contarini con l’omonimo coevo Francesco Contarini figlio di Piero facente parte della lista dei Quaranta giovani nobili destinati al “servizio” di Enrico III in occasione del suo passaggio, nell’anno 1574, per Venezia e, negli anni 1603-1604, Capitano di Vicenza.

Infine l’omonimo Francesco Contarini figlio di Luca Francesco coprente la Carica all’inizio del Seicento come Sopracomito e, quindi Capitano di Zara per poi diventare Conte di Lesina.

Francesco Contarini era munito di una discreta cultura filosofica e letteraria preferendo la carriera politica decise di rimanere scapolo per dedicare tutte le sue energie.

La decisione però è da appurare dal momento che nell’ambiente pettegolo del Patriziato si levava continuamente la voce che Francesco contarini era stato coinvolto in qualche modo addirittura in veste di “reo” in certi processi relativi alle Benedettine di S.Servolo.

Una diceria fastidiosa per l’ambizioso giovane ovvero quella che egli abbia frequentato assiduamente l’ambiente delle monache.

Con gran voce Francesco Contarini proclamerà di non essere mai stato nel Monastero dell’isoletta lagunare, dicendo che sarebbe stato pronto a giocarsi la testa “...quando fosse provato il contrario !” esigendo un pubblico attestato d’estraneità dalla classe dirigente Patrizia.

Eletto Savio agli Ordini nell’anno 1582, il 29 dicembre 1583 presenta una Relation dell’Arsenale un resoconto che parla della “Fabrica d’i vasselli” relazione accentrata sulle Galee, gli “apprestamenti”, come: “palamenti (Legnami scelti per la costruzione), sartiami (cavi grossi che servono a sostenere gli alberi delle navi facenti parte dell’insieme di tutta la manovra fissa della nave), e le “fabriche che occorrono far alla zornata”.

Il Senato il 14 maggio 1588 affida a Francesco Contarini l’incarico di portare il cordoglio della Serenissima al nuovo Duca di Mantova per la scomparsa del padre, insieme alle felicitazioni per la successione.

Dopo la sua missione svolta nella seconda metà di settembre Francesco Contarini dinnanzi al Consiglio legge la sua relazione parlando del contiguo Stato facendo notare il ruolo della presenza ebraica che a suo avviso è molto utile e porta beneficio specialmente in fatto di Dazi e Mercanzie anche se agli occhi dei Nobili e visto in maniera negativa...“disdegnoso al loro dire”.

Francesco Contarini fa notare al Maggior Consiglio, che il Duca Vincenzo non pensa e non fa altro che parlare della sua forte passione per la milizia cercando inoltre di essere costantemente informato da altri Principi sulla contenzione del... marchesato popolatissimo et fertilissimo di Monferrato che Vincenzo possede...per eredità.., della nonna paterna Margherita, oggetto peraltro di manifestati tentativi di accapparramento Sabaudo.

Francesco Contarini nominato il 4 aprile 1589, Ambasciatore straordinario a Firenze si sofferma nella sua relazione tenuta il mese di giugno riguardante il Granducato, facendo notare che al contrario della Serenissima è il Duca ad avere il potere unico e decisionale, affermando che i Magistrati antichi, cioè quelli del tempo della Republica.., ma questi senza reale e possibile autonomia di giudizio, ...che s’azzardano a formularlo solo dopo aver appurata l’intenzion del Gran duca..questi regolante i giudizi ...come più li piace.

Francesco Contarini fu più volte, a partire dalla fine dell’anno 1590 Savio di Terraferma e incaricato dal Senato come Revisore e Regolatore delle milizie, avente inoltre l’incarico dello scarto dei soldati inabili e incapaci, con verifica nell’interno delle Compagnie, tenendo sotto stretto controllo la presenza di tutti gli Ufficiali con appello giornaliero.

Francesco Contarini il 30 dicembre 1596 viene eletto Ambasciatore in Francia, dove risiede dal mese di settembre 1597 fino al mese di febbraio 1600, è qui spettatore della zoppicante e mal ridotta macchina statale da parte di Enrico IV.

Esponente della Serenissima che tanto si era adoperata per la riconciliazione tra il nuovo Re e la S.Sede, e che tanto aveva caldeggiato la soluzione Borbonica della crisi, Francesco Contarini si rallegra col Sovrano per i felici successi, vedasi la presa di Amiens e dell’acquisto...della Bretagna.

Sicuramente Francesco Contarini per la ferma determinazione oltre alla sagace e duttile capacità d’alternare argomentazioni persuasive con ferrea autorità riuscì ad accattivarsi una popolorità non comune all’interno del potente Patriziato veneto.

Per tutto questo riuscì a scavalcare diverse Cariche di minore importanza, fu Savio al Consiglio nell’anno 1601, e nominato Bailo il 12 marzo 1602.

Nell’anno 1602 e precisamente il 16 novembre Francesco Contarini sbarca a Costantinopoli dove trova una disperata rivalità tra i Ministri con la confusione totale all’interno del Governo stesso.

Francesco Contarini teme per la pace veneto-turca con gli annessi importantissimi scambi commerciali causa le continue mutazioni ai vertici.

Non facile il ruolo del diplomatico in questo Stato dove si verificano continue sanguinose esecuzioni contro i principali ministri, (tengo a precisare che all’inizio dell’anno 1603, nessuno vuole diventare primo Visir che è la massima Carica , ma al tempo stesso la più esposta e insicura).

Ogni alto Dignitario teme per la propria testa, perciò tutti lasciano ogni responsabilità di Governo affidatogli in precedenza.

Francesco Contarini rappresentante della bene ordinata Serenissima Repubblica assiste allibito al tumulto delle milizie infuriate, alla terribile sollevazione degli “Spahi”, trova inconcepibili le gesta delle orde banditesche in Anatolia.

Finalmente, provato da quel soggiorno per lui appartenente ad un mondo diverso, e come tale barbaro il 2 dicembre 1604 parte per Venezia.

Rientrato nella sua amata terra e quindi alla “normalità” ricopre la Carica di Savio del Consiglio, il 10 gennaio 1606.

Ottiene qualche voto alla più alta Carica nel giorno che vedrà l’elezione del nuovo Doge Leonardo Donà.

Con l’elezione del nuovo Papa Paolo V avviene per la S.Sede e Venezia un forte irrigidimento a causa del nuovo Papa avente egli stesso nei termini Legali una forte intransigenza, derivata da una formazione soffocante giuridico-canonistica, “...et verso la Republica ...avendo poco rispetto per la Jurisdizione ecclesiastica.

Seguono infatti la rottura definitiva con la contrapposizione tra Roma Venezia, durante le quali Francesco Contarini pur essendo convinto della liceità della Legislazione veneta nei confronti del Clero.

Per questo motivo Francesco Contarini intende non esporsi con vistose dichiarazioni d’intransigenza dinnanzi al Patriziato.

L’atteggiamento di Francesco Contarini è comprensibile perchè il 21 aprile 1607, nel momento in cui avviene una riconciliazione tra Venezia e Roma con annesso ristabilimento di rapporti diplomatici lo stesso Francesco Contarini viene eletto Ambasciatore Straordinario per poi diventare ordinario il giorno 8 marzo 1608 al Pontefice.

Rimane anche dopo la riappacificazione dei due Stati un’atmosfera pesante piena di intrighi e sospetti. all’interno della quale francesco Contarini con disagio e apprensione ribadisce la vera lealtà con l’ortodossia veneta, sostenendo fermamente al tempo stesso la condotta della Repubblica.

L’11 settembre 1609 Francesco Contarini è Consigliere nel Sestiere di Castello con il compito di scusare il divieto di circolazione in terra veneta, questo valido anche per gli scritti confutatori dell’apologia, stesa a Giacomo I Re d’Inghilterra, avente il giuramento da lui imposto.

Francesco Contarini al rientro “dalle Fiandre e dalla Germania”, segue, il 6 settembre la relazione, caldeggiando il mantenimento e il consolidamento dei rapporti anglo-veneti ....Devesi procurare di mantenere l’amicizia con questo Re , per esser uno dei più potenti Principi d’Europa.

Per quanto riguarda i Cattolici Inglesi, che Giacomo I teme, Francesco Contarini finisce di ammettere la leggittimità della loro situazione d’inferiorità, e del rigido controllo a cui sono sottoposti.

Solamente se non succedevano le congiure commenta sempre Francesco Contarini ...si potea sperare che fosse permessa la libertà di coscienza...

Dalla fine dell’anno 1609 copre le seguenti Cariche:

 

-Entra nel Consiglio Maggiore.

-E’ per tre volte riformatore allo studio di Padova.

-Nel settembre-ottobre 1613 è Ambasciatore straordinario al neoimperatore Mattia.

-Nell’anno 1619 a Costantinopoli è Ambasciatore.

La popolarità e il prestigio di Francesco Contarini in questo periodo di tempo si rafforza notevolmente.

Francesco Contarini viene eletto il 9 dicembre 1615, con 1011 voti a favore e 381 contrari, Procuratore di S.Marco de citra, gia beneficiario di suffragi nelle elezioni dogali del 2 dicembre 1615 e del 4 aprile 1618.

 

francesco  contarini diventa  doge il giorno 8 settembre1623.

 

 

 

 

Sicuramente la sua elezione risultò una conferma della sua abilità diplomatica appoggiata in particolare modo con tutti i vantaggi che ne conseguono da tutto il potente Patriziato .

Sempre più chiara e delimitata la linea della rimonta del settore più conservatore, anche se, la presenza di Francesco Contarini non giova più di tanto nelle alte sfere del Senato, dal momento che alla fine di giugno dell’anno 1624, le condizioni di salute del Doge peggiorano.

Nel suo breve Dogato continuarono a svolgersi gli eventi maturati nel precedente con l’inizio della guerra per la Valtellina, il problema era che gli alleati si lamentavano che il Pontefice a cui era stata data in custodia mostrasse di favorire gli Spagnoli.

Il Cardinale Richelieu che aveva assunto il compito di supervisore negli affari da parte della Francia, galvanizzando così le milizie le mandò ad occupare le valli, ma dopo poco tempo fra gli alleati vi penetrò una forte discordia e quindi si trovò costretto dalle circostanze a concludere in maniera quantomai fulminea la pace con la Spagna.

A causa di questo la Valtellina veniva riportata alla situazione iniziale della ribellione.

I Veneziani ne furono fortemente amareggiati per non essere stati chiamati a prendervi parte in contrasto ai patti di alleanza.

Dopo una lunga malattia causata da continui attacchi febbrili con soffocante oppressione catarrale, Francesco Contarini muore a Venezia, il 6 dicembre 1624.

Viene sepolto nella Cappella di famiglia a S.Francesco della Vigna.

 

 

zecca

 

 

 

 

Vi furono i soliti proclami di proibizione delle monete forestiere anche durante il seppur breve dogato di Francesco Contarini.

In un proclama del Senato datato 16 novembre 1623 concede la circolazione dei Reali fino alla fine di febbraio del 1624 con corso legale di sette Lire.

Il Decreto del 1 dicembre 1623 proibisce i Paoli Mantovani con annesse tutte le monete forestiere d’argento escludendo gli Scudi delle Zecche italiane.

Essendo prossimo a scadere il termine della tolleranza dei Reali, il Senato in data 27 febbraio 1624 delibera ai Provveditori Sopra Ori, di eseguire il cambio delle monete scarse veneziane e forestiere (annesse le proibite), dando il giusto valore senza alcun utile per la Zecca.

Viene già disposto il 27 gennaio 1624 con Decreto di estendere alle Doppie e Scudi d’oro calanti di peso legale, il compenso di quattro Soldi per ogni Grano mancante.

Causa la mancanza dei due metalli preziosi sono giunti pochi ordini di coniazione anche per il breve Dogato di Francesco Contarini.

L’unico Decreto che si conosca del 13 giugno 1624 dice che il Senato ordina di lavorare 54.422 Ducati d’oro tagliati in molte Doppie dando l’aggio di guadagno quantificato nell’ordine del 3%.

Limitata era stata anche la coniazione di Zecchini per il motivo che era poco vantaggiosa per il Senato.

Per quanto riguarda l’Argento vi sono solamente due Decreti di cui uno portante la data 12 aprile 1624 è molto rovinato e perciò incomprensibile mentre l’altro del 24 febbraio 1624 ordina la riduzione dell’argento acquistato per 136.000 Ducati di moneta fina corrente in Scudi, il Decreto riporta inoltre le due valutazioni con l’aggio di norma del 20%.

Il 25 ottobre 1624 viene ordinata la fabbricazione di 40.000 Ducati di Soldi e Bezzi con la lega dei quattrini.

Il 28 dicembre 1624 quando il Ducato è vacante si ordina la fabbricazione di 38.960 Ducati con i Quattrini che si trovano a sua volta nella fonderia della Zecca per rifarli con la stessa valuta, esaurendo così il grosso deposito di vecchi Quattrini..

Il Decreto del 19 dicembre 1623 portante le firme dei Provveditori sopra gli ori e monete con il quale viene risposto ai Savi sulla convenienza di ridurre la moneta grossa di lega bassa ovvero Lironi in moneta fina.

Essi consigliano di eseguire l’operazione che sicuramente servirà ad evitare l’appestamento nei mercati con ingenti perdite, oltre che aumentare lo scontento della povera gente con relativi problemi di disordini.

Sicuramente il popolo otterrebbe col cambio il giusto valore, perciò il calo e le spese da parte della Zecca occorrenti alla riduzione sarebbero compensati dall’argento che risulterebbe inferiore a quello pagato ordinariamente dalla stessa Zecca, la quale non avrebbe ne utile ne perdite.

Il senato ordinava il 19 ottobre 1623 la fabbricazione di 10.000 ducati di Soldini di rame che erano stati richiesti dal Provveditore Generale di Candia.

 

 

 

 

Fonti e bibliografia  

 

 

Archivio di Stato di Venezia.

 

-Avogaria di comun,53,c.56v

-Elezioni Senato,Reg.7 cc.67r, 109r

-Senato Terra, Regg. 77,c 184v - 78cc - 39r.

-Senato Secreta, Regg.87 c - 46r.

-Senato Deliberazioni Roma, Reg.17c - 110.

-Inquisitori di Stato, 165nn - 166nn.;13-19-22.

-Senato rettori in Candia, filza I, appartenente lettera Francesco Contarini data 27 settembre 1603.

-Capi del Consiglio dei Dieci, Lettere di Ambasciatori (Registrate in copia), 16-22-175-188-191.

 

ZECCA

 

-Provveditori in Zecca n°33 (Parti di Senato) - N°336-N°1258, scritture e risposte,II, cart.84, _II cart.71

-Senato Zecca , filza 26.-27- nella filza 26 di Senato Zecca con la medesima Deliberazione porta la data 19 novembre.

-Biblioteca Papadopoli

-Raccolta citata car.120-124-126-128-

 

Civico Museo Correr

 

-Archivio Donà delle Rose, 149/20 - 167/9.

-Archivio Morosini Grimani, 603 -605.

-Codice Cicogna, 1720 (lettera del 16 febbraio 1613).

-La Relation dell’Arsenal, codicilli Venezia.

 

Biblioteca Marciana

 

-C.Ventura Bergamo 1615 ,...Delle lettere...

-G.A.Ridolfi Sforza, I Foscareni...vita..., Venetiis 1623.

 

Archivio di Stato di Brescia

 

-B.Nani , Istoria della Repubblica Veneta ibid. VIII, Venezia 1718, p.XXXI, e VII, ibid.1720.

-Cronaca Veneta....,I Venezia 1787, pp.144 s.

 

Biblioteca Queriniana di Brescia.

 

-T.Bertelè , Il Palazzo...di Venezia a Costantinopoli..., Bologna 1932.

-A.De Rubertis , Ferdinando I e la contesa fra Paolo Ve la Repubblica Veneta..., Venezia 1933, ad vocem;  

P.Savio, per l’epistolario di Paolo sarpi