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AGGIORNATO IL 24 MARZO 2016

TESTO

ZECCA

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FRANCESCO CORNER

DOGE 101° (1656)

COLLEZIONE - R.M.BORDIN -
COLLEZIONE - R.M.BORDIN -

 

 

 

 

di Rolando Mirko Bordin 

 

 

Francesco Corner naque a Venezia il 6 Marzo 1585 , ottavo dei tredici figli di Giovanni di Marcantonio e di Chiara di Lorenzo di Giovanni Dolfin , sposo’il 25 Febbraio 1609 Adriana Priuli , ebbe nove figli.

Il Corner apparteneva al ramo Corner di S.Polo , tra i piu’ facoltosi di Venezia ; dai documenti storici dell’Archivio di Venezia si legge che il padre e i fratelli di lui avevano denunciato nella redecima del 1582 una rendita annua di circa 4500 ducati.

Del patrimonio familiare il F. Corner era un avveduto amministratore e ad esso dedico’ molti anni della sua vita a differenza dei fratelli Giorgio e Alvise che assunsero incarichi molto dispendiosi all’estero,e dei fratelli Marcantonio e Federico che avevano scelto la strada ecclesiastica .

Per tutta questa incombenza il padre volle nel suo testamento del 1623 lasciare al figlio Francesco una rendita annua di 1.000 ducati.

Le vicende di questa famiglia ,che nel corso di un secolo avrebbe annoverato tra i suoi membri ben tre Dogi, esemplificarono molto bene la lungimirante gestione del potere da parte del patriziato veneziano.

Il 6 Dicembre 1615 F.Corner viene eletto camerlengo di Comun , ma egli rifiuta una carica molto ambita dai patrizi

veneziani. Nel Maggio 1618 accompagna il suocero Antonio Priuli , eletto Doge di Venezia , nel suo ingresso trionfale in Piazza S.Marco , gettando monete d’oro e d’argento alla folla acclamante .

Nell’agosto 1618 e’ provveditore al Cottimo di Londra ,il 9 novembre 1618 provveditore alle Rason vecchie, dall’ottobre 1619 all’anno 1624 entra nel Consiglio dei pregadi ; il 2 marzo1624 e’ consigliere delle Leggi e l’11 aprile successivo depositario del Banco Giro .Nel dicembre 1624, alla morte del Doge Francesco Contarini, il F.Corner e’ tra i quarantuno elettori del nuovo Doge.

La successione si presentava con molta difficolta’, a causa dei due inconciliabili contendenti principali che erano : Agostino Nani e Francesco Erizzo .

Dopo un’estenuante ballottaggio pressato da molteplici ammonizioni della Signoria ,si fece lentamente strada il nome del padre di F.Corner che, per le sue simpatie papaliste , non era malvisto dal piu’ conservatore patriziato.

All’elezione di Giovanni Corner si opposero con tutti i poteri i fratelli di F.Corner Alvise e Giorgio; principalmente il vero motivo era di parte causa le Leggi che imponeva il Senato che vietavano ai figli del Doge l’assunzione di cariche politiche e che percio’ i fratelli si sarebbero visti la loro strada completamente andare in fumo , anche se dobbiamo precisare che F.Corner non era contrario all’elezione del padre anzi vedeva in questa elezione un’innalzamento di prestigio per la sua famiglia.

Giovanni Corner dopo il trentaduesimo scrutinio si vedeva ottenere solamente tre voti e nei successivi si poneva alla pari degli avversari , quindi al quarantaduesimo scrutinio nel giorno 4 gennaio 1625 veniva eletto Doge di Venezia .

(La preclusione di F.Corner e del fratello Alvise ,entrambi senatori, alla vita politica fu risolta da una terminazione della Signoria ,anche se in realta’ verso i Corner non era mancato il malcontento tra il patriziato piu’ povero che male sopportava gli abusi della potente oligarchia e dell’organo che la rappresentava ovvero il Consiglio dei Dieci ) .

Nel mese di settembre 1627, quando Francesco Corner riottenne l’elezione al Consiglio dei prergadi, la situazione politica era estremamente tesa e pericolosa per il Senato .

Avvalendosi di una particolare legge che assegnava al Maggior Consiglio il compito di risolvere qualsiasi piccola ombra di dubbio riguardante la promissione ducale, il 22 ottobre Ranieri Zeno chiedeva agli avogadori di Comun di intromettere le due terminazioni della Signoria, che avevano reso possibile le elezioni del Corner e del fratello Alvise.

Il Doge per evitare una catastrofe all’interno del Maggior Consiglio il giorno seguente assumeva l’iniziativa, chiedendo egli stesso la revoca dell’elezione dei figli.

Era stata questa una forte sconfitta che non avrebbe mancato di lasciare il segno .

I successivi avvenimenti, in particolar modo il ferimento di Ranieri Zeno da parte di Giorgio Corner, contribuirono a screditare la posizione privilegiata della famiglia Corner.

Anche il Doge Nicolo’ Contarini nel gennaio del 1630 giorno della sua elezione non manco’ di porgere il suo dissenso nelle azioni scorrette dei Corner.

Nei decenni che seguirono tutte le attivita’ politiche del F.Corner si fanno sempre piu’ intense.

Sebbene questa argomentazione e’ molto importante, per non dilungarci troppo mi limitero' solamente a dare un elenco in ordine cronologico delle cariche del F.Corner, precisando che sicuramente in un prossimo capitolo cerchero’ di dare la giusta spiegazione del significato delle cariche stesse nel modo piu’ semplice possibile . 

 

1 Ottobre 1630.


Entrata nel Consiglio dei pregadi

 

Dal 10 ottobre al 1630 al 17 febbraio 1631,quando incobe la peste, e’ capo del sestiere di S.Paolo sopra la sanita’.


9  Novembre 1630.


Ricopre la carica di regolatore sopra le Scritture.

 

Ottobre 1631-1632-1633.


Entra nella Zonta del Senato.


8 gennaio 1633.


E’ depositario del Banco del Giro.


6 giugno 1631- 5 giugno 1633.


Provveditore sopra gli Ospedali e i luoghi pii.


Dal 27 novembre 1632 al 26 marzo 1634.

 

E' Provveditore in Zecca.


26 marzo 1634.


Francesco Corner, viene eletto capitano di Brescia facendo il suo ingresso in città’ nel settembre 1634, terminando il suo incarico nel febbraio 1636 .


Ritornato a Venezia :


Ottobre 1636.

 

Entra nel Consiglio dei pregadi.


19 giugno 1637.


E’ depositario in Zecca.


Dal 3 dicembre 1636 al settembre 1637.


E’provveditore sopra i Monti .


22 luglio 1637.


E’ consigliere per il sestiere di S.Polo.


15 settembre 1638.


E' consigliere dei Dieci .


Ottobre 1639 e 1640.


Entra nel Consiglio dei pregadi.


27 ottobre 1639.

 

E’ inquisitore delle Legne.


Dal 6 ottobre 1640 al al settembre 1641.


E’ Savio alla mercanzia.


22 novembre 1640.

 

E’ tansadore del sestiere di S.Croce.


Dal 23 aprile 1641 al 22 giugno 1641.


E’ depositario in Zecca.


Ottobre 1641 e 1642.

 

Entra nella Zonta del Senato.


Dal 16 novembre 1641 al 15 maggio 1642.

 

E’ provveditore in Zecca .


31 maggio 1642.


E’ provveditore sopra i Denari .


19 agosto 1642.


E'  escutore contro la Bestemmia.


Ottobre 1644.


E’ nuovamente nel Consiglio dei pregadi.

 

Ripetutamente eletto senatore nell’ottobre del 1646 -47-48-50-51-52-53-54-55- 

 

17 ottobre 1646.

 

E’ esecutore contro la Bestemmia.


11 novembre 1645.


E’ inquisitore all’ufficio del Sale.


14 febbraio 1648.

 

E’ provveditore sopra la costruzione della chiesa di S.Maria della Salute.


20 maggio 1650.

 

E’ provveditore sopra gli Ospedali.


18 febbraio 1651.

 

E' Giudice di rispetto .


9 giugno 1651.

 

E’ esecutore contro la Bestemmia.


15 luglio 1653.


E’ riformatore allo Studio di Padova.


12 giugno 1655.


E’ savio alle Acque.


Anno 1655.

 

E’ tra i quarantuno elettori del Doge Carlo Contarini .

 

Alla morte del Doge Contarini, concorsero alla carica di Doge i procuratori Leonardo Foscolo, Bertucci Valier e Giovanni Pesaro.

Non ottenendo pero’ nessuno di costoro la maggioranza dei voti, la scelta degli elettori cadde, al ventiseiesimo scrutinio, su Francesco Corner.

 

Il 17 maggio 1656, francesco corner e' Doge .

 

Sebbene l’elezione fu salutata con grande tripudio dalla famiglia dei Corner, lo stesso F.Corner fu' molto riluttante a causa dell’eta’ non sentendosi in grado di sostenere una carica cosi’ impegnativa .

 

5 giugno 1656, morte di francesco corner.

 

Il suo dogato duro’ solamente pochi giorni, poiche’ la sua morte fu causata -secondo la cronaca del tempo- da una febbre continua molto alta -secondo altri testi da me cosultati, il medico curante testimonia una forte infezione intestinale - che lo costrinse cosi’ alla continua immobilita’ nel letto dal giorno della sua elezione alla sua morte che lo colse il giorno 5 giugno 1656.

 

Il corpo di Francesco Corner venne inumato il giorno seguente nella tomba di famiglia ai Tolentini, accanto al padre

 

 

 

 

 

ZECCA

 

 

 

 

 

 

L’unica documentazione inerente al F.Corner sulla Zecca tratta dallo “Scartafaccio di Memorie di Francesco Marchiori Massaro in Zecca“, ricorda che durante il suo principato si fecero bezzoni di puro rame del peso di carati 13/diciassettesimi, ottenendo cosi’ il netto ricavo di 86 pezzi da una marca di metallo .

Per lo Zecchino, il mezzo, il Quarto di Zecchino e la Mezza Doppia o Scudo.

Non si sa con certezza quale fosse stato il

quantitativo d’oro fino impiegato, ma sembra che il Massaro all’oro fosse in quel periodo (anche se in forma non ufficiale ) Ottavio Gabriel, poi eletto Massaro sotto il dogato di Bertucci Valier .

Per l’argento non vi sono notizie eccetto per il titolo del fino, ma la sigla del Massaro FC indica chiaramente le iniziali dello stesso Francesco Corner, questo a conferma che non vi era stato il tempo strettamente necessario per eleggere il Massaro di Zecca .

La decisione fu quella di riutilizzare i punzoni del Doge precedente ad eccezione dei punzoni nuovi con l'immagine del  leone di S.Marco, sostituendo completamente  la legenda del Doge .

 

  

 

 

 

 

fonti e bibliografia

 

 

 

 

Archivio di Stato di Venezia

 

Avogaria di Comun, 55 (Libro d'oro nascite, V), c. 75v; 90 (Libro d'oro matrimoni, III), c. 93r; 115 (Contratti di nozze, V), fasc. 1058; 107 (Cronaca matrimoni, II), c. 75r; Ibid., Segretario alle voci, Grazie della Barbarella, reg. 4, e 54v; Ibid., Segretario alle voci, Elezioni del Maggior Consiglio, reg. 11, c. 19v; reg. 12, cc. 23v, 40v; reg. 16, cc. 2v, 3r, 163v, 164r; reg. 20, c. 1v; Ibid., Segretario alle voci, Elezioni del Pregadi, reg. 10, cc. 25v, 43v, 99r; reg. 12, cc. 56v, 72v, 99r, 177r; reg. 13, cc. 72v, 75v, 85v, 88r; reg. 14, cc. 44r, 71v, 87v, 88v, 163r, 164v, 171v; reg. 15, cc. 28v, 71v, 151v, 161v, 162r, 163v, 171v; reg. 16, cc. 133r, 161v; reg. 17, cc. 35v. 38v, 46v, 53v; Ibid., Segretario alle voci, Elezioni di senatori, di membri della Quarantia e di consiglieri dei Dieci, reg. 1, cc. 56v, 60r, 61v, 76v, 78v, 79v, 81v, 84r, 86v, 87v, 89r, 90r, 91v, 93v, 94v, 95v, 97v, 98v, 100r, 102; reg. 2, cc. 2r, 5r, 7r; Ibid., Cons. dei dieci, Misc. codici, reg. 62, cc. 5v, 9r; Ibid., Cons., Lett. rettori, busta 29; Ibid., Senato

Lettere Bressa e Bressan, filza 36, 37; Ibid., Senato. Terra, reg. 11, c. 94; Ibid., Senato. Relazioni, busta 37; Ibid., Testamenti, busta 806, fasc. 187; Ibid., Provveditori alla Sanità. Necrologi, reg. 878; Ibid., Savi alle decime. Condizioni di decima, busta 223, fasc. 363; Ibid.,

M. A. Barbaro-M. A. Tasca, Arbori de' patritii veneti, III, c. 47; Ibid., G. A. Cappellari Vivaro, Il Campidoglio veneto, I, cc. 910-911;

Londra, Public Record Office, State Papers 99, busta 28; Arch. di Stato di Modena, Carteggio estero, busta 95; Arch. Segr. Vaticano, Nunz. Venezia, filza 49; Venezia, Bibl. naz. Marciana, Mss. It., cl. VII, 408 (= 7311): Relatione delli moti interni... sino il 1630, passim;Ibid., Mss. It., cl. VII, 307 (= 8467): Origine della Repubblica veneta... con quello è successo giornalmente nelli quarantuno, cc. 216, 238r, 252r-256v; Ibid., Mss. It., cl. VII 512 (= 8039): Vita dei dogi di Venezia;Ibid.: Mss. It., cl. VII, 2163 (= 7517):

A. Barbaro, Storia dei dogi in versi sciolti fino all'anno 1772, cc. 176, 177; Ibid., Mss. It., cl. VII, 1340 (= 8608): Cronaca Berlendis;Ibid., Mss. It., cl. VII, 82 (= 1385): G. A. Modonesi, Cronaca veneta, c. 235; Ibid., Mss. It., cl. VII, 121 (= 8862): G. Sivos, Cronica veneta, c. 112v;

 

Venezia, Biblioteca Civico Museo Correr

 

Cod. Cicogna 3274: Raccolta di memorie stor. ed anecdote per formar la storia dell'Eccelso Consiglio dei dieci, passim, Ibid., Cod. Cicogna 3762: Z. A. Venier, Storia delle rivoluz. seguite nel governo della Repubblica di Venezia et della instituzione dell'Eccelso Consiglio di Dieci sino alla sua regolazione, 1628, passim;due volumi di lettere di Federico Corner dirette al C. e al padre Giovanni, Ibid., Mss. P. D. C. 285; Le relazioni degli Stati europei lette al Senato... nel sec. XVII. Spagna, a cura di N. Barozzi, G. Berchet, II, Venezia 1860, pp. 3-5, dove il C. è confuso con l'omonimo Francesco Corner di Girolamo; F. Sansovino, Venetia città nobiliss. et singolare [aggiunte di G. Martinoni, 1663], Venezia 1663, p. 729; A. Macedo, Elogia poetica in sereniss. Rempublicam Venetam, Patavii 1680, p. 113; G. Palazzo, Fasti ducales, Venetiis 1696, p. 273;

P. A. Pacifico, Cronaca veneta, Venezia 1697, p. 125; F. Mutinelli, Annali urbani di Venezia, Venezia 1841, p. 547; F. Zanotto, Il Palazzo ducale di Venezia illustrato, IV, Venezia 1861, p. 333;

V. Padovan, Le monete dei Veneziani, Venezia 1881, p. 346;

C. F. Bianchi, Memorie sull'antichiss. e nobiliss. famiglia patrizia veneta de Cornaro, Zara 1886, p. 14; A. Richardson, The doges of Venice, London 1914, p. 323; L. Fellini, Le contribuzioni di Este a Venezia durante la guerra di Candia, in Nuovo Arch. ven., n. s., XXXV (1918), p. 196; N. Papadopoli Aldobrandini, Le monete di Venezia, Venezia 1919, pp. 313-322; F. Capretti, Mezzo secolo di vita vissuta a Brescia nel Seicento, Brescia 1934, pp. 473-477;

H. Kretschmayer, Gesch. von Venedig, III, Stuttgart 1934, pp. 127, 332;

A. Berruti, Patriziato veneto: I Cornaro, Torino 1952, p. 38;

G. Cozzi, Il doge Nicolò Contarini. Ricerche sul patriziato veneziano agli inizi del Seicento, Venezia-Roma 1958, pp. 246;

R. Morozzo della Rocca-M. F. Tiepolo, Cronologia venez. del Seicento, in La civiltà venez. nell'età barocca, Firenze 1959, pp. 278, 280, 294;

A. da Mosto, I dogi di Venezia nella vita pubblica e privata, Milano 1960, pp. 388 s., dove si attribuiscono al C. incarichi politici sostenuti dall'omonimo Francesco Corner di Girolamo.